mercoledì 13 ottobre 2010


Sono passati mesi. Mesi di chili in più sulle cosce, di jeans troppo stretti che lasciano orribili segni rossi, di una pancia che sporge che prima non c'era. Mi guardo allo specchio e quello che vedo non mi piace. Vorrei darmi fuoco e vedere il grasso che sgocciola via, lentamente. Non riesco a resistere, non ce la faccio. Perciò ho deciso. Ho deciso che da oggi sarò una persona diversa, che conduce una vita migliore. Credo in me, credo di potercela fare. Non è così. Voglio dimagrire, per adesso di 5 kg, poi si vedrà.
E tutte le volte che sentirò i morsi della fame, tutte le volte che il mio corpo mi chiederà del cibo, tutte le volte che la mia mente, più forte di qualunque altro stimolo, mi implorerà, mi supplicherà, mi torturerà, cercherà di impormi le sue decisioni, io farò solo quanto di meglio per me ci sia. Faccio schifo, sono una vacca, neppure il mio ragazzo ha più istinti sessuali nei miei confronti… Da domani dimagrirò così tanto fino a sparire, e quando sarò troppo sottile, nessuno potrà vedermi e tutti mi lasceranno in pace, vivere la mia vita.

mercoledì 24 marzo 2010

Schiavi del cibo


Avevo comprato una barretta fitness, alle 9 del mattino. Da quel momento, non ho fatto altro che pensare che nella mia borsa c’era una barretta, ed al momento in cui l’avrei mangiata. Per tutta la mattina, fino alle 10.30 ho avuto quella sensazione lì, nella gola, e la salivazione aumentata, e credevo di avere fame.. Però ho deciso di fare un esperimento, e ho dato la mia barretta a un’amica, l’ho guardata mangiarla. Dopo 5 minuti, forse meno, mi sono resa conto che la barretta, che tanto aveva occupato i miei pensieri, era sparita. Puff. Non avevo più fame, non ne avevo mai avuta. Aveva fatto tutto la mia testa, perché il mio stomaco, in quel momento, non aveva alcuna voglia di smaltire altro cibo. Così ho capito che siamo tutti schiavi del cibo.
E chi non è d’accordo, chi non mangia come un maiale a digiuno da un mese, è strano, è malato, è pazzo.
Ebbene, sono giunta alla soluzione che esistono 2 tipi di fame, reale e irreale, e che bisogna sempre dare ascolto al proprio stomaco.
E se il mio, dopo 5 giorni di sottoalimentazione, non ha neanche l’ombra della fame, significa che non ha bisogno di mangiare di più. Significa che i malati non sono coloro che resistono alle tentazioni del cibo, che cercano di scappare alla vita sedentaria, che si mettono a dieta per smaltire grasso che non dovrebbe far parte dell’uomo in quanto tale.

Mangiare di meno mi fa sentire bene, più attiva e meno appesantita. Questi 5 giorni sono stati fantastici, per il mio stomaco. Eppure, in soli 5 giorni, tutti coloro che, attorno a me, sono a conoscenza del mio progetto o l’hanno inteso, mi hanno chiesto se non volessi ancora un po’ di questo o di quello. Mi hanno detto che dovrei mangiare di più, che non fa bene. Io credo che il motivo per cui la gente si preoccupa di quanto poco mangiano gli altri, sia che non vogliono curarsi di quanto mangiano loro, che è: troppo.

domenica 21 marzo 2010

La vera droga

Mi lamento perché sono grassa, non mi piaccio. Ma chi è che fa entrare tutto quel cibo nella mia bocca? Chi? Io. E chi decide quanto cibo deve entrare? Sempre io. Perciò chi può farmi mangiare di meno? Ancora io. Si chiama autocontrollo. Si chiama amore e rispetto verso se stessi. L’ho capito da poco. Ho capito da poco che quando vedo un dolce, un buon piatto, qualcosa che mi piace o attira particolarmente, ciò che mi spinge a mangiarlo non è il mio stomaco, perché lui non ha fame, lui non ne ha bisogno. Ciò che mi spinge a mangiarlo è la mia testa. E’ lei che mi fa credere che io debba mangiarlo. La mia mente tiene ben conservato il ricordo del cibo che ho mangiato, e non lascerebbe andare per nulla al mondo quel sapore, la sensazione sulle papille gustative, l’affanno del mangiarlo, il piacere del potere deglutire e ne vuole ancora, e mi spinge a farlo ancora. E’ il cibo la vera droga. E’ questo lato di noi che è sbagliato, non il voler mangiare di meno. Quella è la soluzione, la strada da seguire, la cosa giusta da fare. Voi lo capite, ma mentite a voi stessi. Voi che mangiate antipasto, primo, secondo, dolce, voi lo sapete che la merda che mangiate vi resta attaccata addosso. Perciò non insultateci, non derideteci, non impietositevi, non sforzatevi di farlo, perché lo sappiamo tutti, che NOI SIAMO L'INFERNO CHE AVETE DENTRO, NOI SIAMO IL SOGNO CHE NON DIRETE MAI, NOI SIAMO LO SPECCHIO CHE NON GUARDATE PER NON RICONOSCERVI...